Grazie al Fondo per lo sviluppo e la coesione, Delibera CIPE n. 60/2012, nel 2012 sono stati stanziati circa 10 milioni di euro per il potenziamento di tre impianti di depurazione su 5 previsti: località Pantano, casino Sarra e località Lamione, mentre sono stati esclusi quelli di borgo Venusio e borgo La Martella.
Questi tre impianti dovrebbero essere in grado di aumentare la capacità di trattamento dei picchi di portata, mitigare l’impatto ambientale, monitorare i parametri di processo e ottimizzare i costi energetici:
- impianto di depurazione sito in località Pantano, adeguamento (dal punto di vista del processo e delle tecnologie impiantistiche) e potenziamento della capacità depurativa pari a 34.000 abitanti equivalenti (insufficiente se pensiamo al carico turistico);
- impianto di depurazione sito in località casino Sarra, adeguamento e potenziamento della capacità depurativa pari a 27.500 abitanti equivalenti;
- impianto di depurazione sito in località Lamione, adeguamento e potenziamento della capacità depurativa pari a 17.000 abitanti equivalenti.
La realizzazione dei tre interventi contribuirà al superamento della sanzione a carico dell’Italia e della nostra regione per l’infrazione comunitaria 2004/2034, che individua un elenco di interventi in aree urbane per agglomerati sopra i quindicimila abitanti equivalenti che scaricano in aree non sensibili. La sentenza di condanna prevede per l’Italia il pagamento di una sanzione pecuniaria di trenta milioni di euro a semestre.
A distanza di dieci anni dalla delibera è stato realizzato ed operante, a partire da gennaio 2021, il solo impianto sito in località Pantano. Secondo quanto comunicato dal Commissario Unico per la Depurazione, sono iniziati i lavori di adeguamento e ampliamento dell’impianto localizzato presso il casino Sarra. Il depuratore di località Lamione che riceve le fogne della enorme espansione di Agna, realizzato nel 1972 non è mai stato adeguato.
La qualità delle acque dei nostri torrenti, oltre ad essere legata alle rese di depurazione degli impianti, è aggravata da diverse condizioni che, purtroppo, rimarranno irrisolte anche dopo l’adeguamento dei tre principali impianti. Tra i tanti problemi non risolti segnaliamo: l’artificialità degli alvei, che non consente la continuità idrica con la zona iporreica; lo sversamento irregolare tipo acque di vegetazione dei frantoi oleari; la presenza, lungo i corsi dei torrenti, di aziende zootecniche/agricole che spesso sversano i liquami di produzione direttamente nei corsi d’acqua; e ,non ultimo, la mancata separazione delle acque bianche dalle nere lungo la rete urbana che crea non pochi problemi in merito alla gestione dei picchi.